Flou, le novità 2015

Con le novità 2015 Flou continua il percorso evolutivo che l’ha portata quasi naturalmente a trasferire in ogni ambiente della casa il benessere che ha sempre assicurato alla zona notte.

Non solo quindi prodotti confortevoli, belli e ben fatti, ma vere e proprie collezioni che, nel rispetto delle esigenze e dei gusti più diversi, consentono massima libertà compositiva, assecondando l’ormai consolidata abitudine di fruire gli spazi abitativi in modo non più nettamente suddiviso: si riposa in soggiorno come si lavora in camera da letto e viceversa.

E’ il modo con cui Flou continua a offrire la qualità e il benessere italiani ai mercati di tutto il mondo.

www.flou.it

 


È online il nuovo sito di Aster

"Designed to build emotions": non è solo un claim, ma la visione che orienta ogni attività di Aster, non solo nel realizzare cucine ma anche nel comunicare sul web, come dimostra il lancio da oggi del nuovo sito. Mantenendo lo stesso indirizzo, astercucine.it si presenta completamente rinnovato nella veste grafica e nell'organizzazione dei contenuti, che propongono all'utente una chiave di lettura trasversale sul prodotto.

Non solo collezioni, quindi, ma "moods" che raccontano una cucina come contenitore di emozioni, atmosfere dedicate a chi ama appropriarsi di ambienti veramente unici. Così, oltre a poter scorrere il catalogo completo, l'utente viene condotto per mano alla scoperta di un linguaggio fatto di materiali, elementi e stili, che si offrono alla contaminazione e alla libera interpretazione, per dar forma a un'idea di cucina assolutamente personale.

Nella sezione "moments", poi, è la storia più recente di Aster a raccontarsi, ripercorrendo per fotogrammi la progressiva evoluzione dell'immagine aziendale e del brand, consolidata grazie a una strategica attività di comunicazione. Con una struttura "responsive" per tablet e smartphone, il nuovo strumento si completa infine con i social network e con la App del brand (per IOS e Android) per fornire all'utente un'esperienza completa di contenuto e servizio.


Swan Room

L’architetto Simone Micheli ha realizzato per il TownHouse Duomo by SevenStar la Suite Swan Room il cui insieme di segni super iconici è in grado di attrarre l’ospite in una dimensione fatta d’immagini, accenni, sogni e desideri che divengono reali. Il concept nasce dall’idea di definire un nuovo campo segnico ospitale, improbabile quanto surreale all’interno del quale vivere coinvolgenti emozioni.

Un luogo sospeso tra sogno e realtà, in cui tutti gli elementi che caratterizzano lo spazio sono giustapposti in maniera anticanonica. Le forme sinuose e morbide della Swan Room accolgono l’ospite non appena egli varca la soglia così che possa sentirsi il protagonista di uno scenario capace di accoglierlo con la delicatezza e l’eleganza di un cigno.

Mobili-contenitore rivestiti in specchio contraddistinguono la parete d’ingresso e duplicano, per frammenti, l’immagine del grande cigno stampato sulla parete in vetro che delimita la zona bagno. Le pareti-mosaico lapideo, stampate con un immagine dello straordinario animale, definiscono l’area bagno, esaltando la lucentezza degli specchi circolari e le linee fluide che tracciano il confine degli arredi dotati di frigobar, cassaforte e dei sanitari. Varcando la soglia che apre all’ospite l’area più intima della suite, confortevoli poltrone e un tavolino ligneo, posti su di un grande tappeto circolare in pelliccia, invitano a qualche minuto di relax e a serene conversazioni.

Specchi lenticolari contenenti mini video in cui appaiono animazioni legate al cigno, contraddistinguono una parete.
Le candide pareti trattate con materici pigmenti bianchi congiuntamente alla pavimentazione esistente in parquet dalle calde tonalità definiscono uno spazio dai tratti ovattati quanto rigorosi.

www.simonemicheli.com

 


Il MUDEC senza papà?

Per ora resta il pavimento più famoso di Milano e purtroppo in negativo. "Un'opera realizzata in modo inaccettabile". Così l'ha definita David Chipperfield, durante la conferenza stampa indetta appositamente nel suo studio milanese il 19 marzo scorso per spiegarne le ragioni e affidare ai convenuti copia della diffida presentata nei confronti del Comune di Milano e di Sole 24 Ore - 24 Ore Cultura che vieta "di attribuire con qualsiasi mezzo di comunicazione la paternità del MUDEC (Museo delle Culture) di Milano a lui e ai progettisti della DCA".

Mai lamentele in pubblico c'erano state ad oggi da parte dell'architetto londinese, maestro di rigore understatement, benché siano trascorsi 15 anni di lavoro (dal lontano 2000 quando ha vinto il concorso di progetto) dedicati alla riconversione degli spazi dell'ex area industriale Ansaldo in polo museale, per conto del Comune di Milano.

"Come architetto sento la responsabilità del livello qualitativo di un'opera" ha spiegato e le immagini del pavimento fonte dell'imbarazzante querelle in fieri parlano da sole. I 5.000 mq di pietra lavica etnea adottata in corso d'opera (al posto della basaltina di Viterbo, come da sue specifiche tecniche approvate in capitolato) è stata conservata male, tagliata e posata ancora peggio: "senza controllare il colore delle lastre, le naturali venature dei blocchi impiegati, mescolati come carte da gioco, e senza alcuna protezione da urti, graffi, macchie e aloni residui a fine lavori".

Il risultato è sotto gli occhi di tutti: una collezione di errori (ed orrori) al museo, perché la direzione lavori ha voluto risparmiare sui materiali e sulla posa delle finiture per un'opera che costa decine e decine di milioni di euro. Come dire, un bel 'vestito' (nella struttura e nella composizione spaziale-funzionale) acquistato già sbavato.

"Oltre al danno all'immagine che si lega all'impossibilità di realizzare al meglio quel costruito che resterà nel tempo, anche dopo di noi" ha continuato Chipperfield "la cosa più triste è che sono stato accusato dall'assessore alla cultura Filippo Del Corno di essere inflessibile e irragionevole, perché avrei richiesto la rimozione totale del pavimento. Una bugia. Dopo quasi due anni di difficile dialogo e confronto, sei mesi fa avevo addirittura fatto realizzare dei test gratuiti durante il mese di agosto per offrire all'amministrazione pubblica e alla direzione lavori che agiva su sue direttive una soluzione per la risistemazione. Ero anche disponibile a contribuire alla spesa di 300.000 euro stimata per riportare entro due/tre mesi il pavimento a una qualità accettabile, rinunciando a 150.000 euro che mi erano ancora dovuti".

Per ora, nulla di fatto e il 26 marzo, alla vigilia di Expo, inaugureranno le prime due mostre, sponsor Sole 24 Ore - 24 Ore Cultura. Però, ha detto Giuseppe Zampieri dello studio DCA  "il Comune, in una nota pervenuta, dopo l'annuncio di questa conferenza stampa, ha comunicato l'impegno a risolvere il problema entro un anno". Ce la si farà?

Antonella Boisi

Le foto documentano gli errori di posa, levigatura, finitura, trattamento, protezione, trasporto e stoccaggio delle lastre per la pavimentazione e il rivestimento del MUDEC.

 


Master in Italian Product Design

Disegnare gli oggetti del futuro, ispirati dal talento made in Italy: questo l’obiettivo del master in Italian Product Design,  pronto ad accogliere i nuovi iscritti per l’anno accademico 2015/2016.
Come per la precedente, anche in questa edizione è forte la collaborazione con l’azienda Cappellini, che ha deciso di proporre uno stage allo studente che si dimostrerà più meritevole.
Il master, rivolto ai laureati in design, ingegneria e architettura o a professionisti con esperienza lavorativa in ambito progettuale nel settore, intende fornire una visione olistica del processo di creazione di nuovi prodotti industriali:  attraverso lo studio della storia del design italiano e  l’analisi dei prodotti cult del Made in Italy, i partecipanti approcceranno lo sviluppo del progetto con il senso estetico che caratterizza il successo dello stile italiano nel mondo e saranno invitati a riconoscere e a sviluppare le proprie attitudini e potenzialità in un percorso a diretto contatto con professionisti e aziende.
La figura professionale che il master desidera formare è un progettista a 360°, un punto di riferimento per il prossimo futuro del design, in grado di identificare e sviluppare i fattori chiave di un prodotto, dall’estetica ai mezzi di produzione che definiscono il successo di un progetto.
I risultati della scorsa edizione hanno portato l’azienda Cappellini a rinnovare anche per il 2015 la propria collaborazione con istituto Marangoni, riconfermando il proprio interesse a monitorare e scoprire nuovi giovani talenti provenienti da varie parti del mondo. Per maggiori informazioni:

http://www.istitutomarangoni.com/it/corsi-di-design/postgraduate/programmi-master/Italian-product-design

 


Il rame e la casa 2014

Anche quest'anno il concorso Il Rame e la Casa, promosso dall'Istituto Italiano del Rame (IIR) in collaborazione con European Copper Institute, premia i giovani talenti del design provenienti da tutto il mondo. I circa 200 elaborati in gara, giunti dall'Europa e da paesi Oltreoceano tra cui Cile, India e Messico, sono stati valutati da una giuria qualificata di professionisti del settore (Marco Ferreri, architetto, Roberto Paoli, architetto e designer e Marco Romanelli, architetto e critico del design). Parametro fondamentale per la scelta dei vincitori è stata la sperimentazione di nuovi utilizzi di un materiale antico, ma oggi più che mai attuale.
I progetti vincitori o premiati con una menzione speciale si sono distinti grazie alla capacità di arricchire di nuovi significati e utilizzi il rame, sfruttandone le proprietà chimiche, la duttilità per la realizzazione di forme e strutture evocative e le proprietà anti-batteriche per oggetti dalla forte componente sociale.
Per la categoria professionisti il primo premio è stato assegnato alla designer Liuba Campolo con il progetto "Cover - Come Verde Rame". Il secondo premio è andato al designer Francesco Costacurta con "Delizie d'Italia". Degni di una menzione speciale in questa categoria sono Ruben Johan Der Kinderen con “Blow Vases”, Oleg Igoreviĉ Pugachev con “Bobino Side Table”, Antonio Gramegna con “Sculturine”, Daniel Martinez con “The New Tin Can Phone” e Valeria Zingaretti con “Tombolo”.
Per la categoria studenti, ha ricevuto il primo premio Renato Gregorio Scicchitano con il progetto “Igea - Tornare a Casa” dell'Istituto Superiore per le Industrie Artistiche (I.S.I.A.) di Roma. Menzione speciale a Saskia Hübner della Fachhochschule Münster- University of Applied Sciences con “0,005%” e a Giulio Comandini all'Istituto Superiore per le Industrie Artistiche (I.S.I.A.) di Roma con “Bernacca – Stazione Meteorologica”. La speciale targa è stata conferita all'Istituto Superiore per le Industrie Artistiche (I.S.I.A.) di Roma per aver affrontato in modo coerente il tema del concorso.

www.copperalliance.it


Colore e materia per l’architettura

Daniel Libeskind firma una nuova collezione di colori per Oikos: inizia la collaborazione tra Oikos, colore e materia per l’architettura, e Libeskind, eclettica figura internazionale dell’architettura e dell’urbanistica.
Presentata venerdì 13 marzo nella sede Oikos di Cologno Monzese alla presenza di Daniel Libeskind e di Claudio Balestri (presidente Oikos), la nuova palette di colori è stata una sfida non semplice, ma conferma le infinite possibilità cromatiche della materia Oikos. Nessuna problematica tecnica è in grado di limitare la creatività del progettista, assicurando al contempo sostenibilità e tenuta. Risultati estetici di grande impatto combinati con caratteristiche tecniche di assoluta eccellenza.
La collaborazione tra Oikos e Daniel Libeskind è consolidata dalla condivisione dell’idea che il colore sia un elemento progettuale imprescindibile. Questa comunione di intenti vedrà l’azienda e l’architetto insieme anche per il Fuorisalone 2015 con Future Flowers, una composizione appositamente progettata da Libeskind che sarà ospitata nel Cortile Farmacia dell'Università Statale di Milano, nell’ambito della mostra organizzata dalla rivista Interni Energy for Creativity, che sarà visibile per tutto il periodo del Salone del Mobile e oltre, fino al 24 maggio.
L’installazione introduce un frammento della Chamberwork No.2 Orizzontale e lo porta in una situazione tridimensionale. Si tratta di una struttura composta da pannelli di metallo tagliati e piegati, intrisa di una straordinaria aggiunta di densità e colori, che fanno parte proprio della nuova tavolozza sviluppata da Oikos per Libeskind.

www.oikos-group.it


Interni e Velux Italia a Made Expo

n occasione di Made Expo 2015, fiera dedicata all’architettura, al design e all’edilizia alla Fiera di Rho dal 18 al 21 marzo, la rivista Interni e Velux Italia, azienda leader nel settore delle finestre per tetti, organizzano una serie di Incontri di Architettura sul tema “La luce naturale nel progetto contemporaneo. Tre studi di architettura si raccontano”.

Questo il programma:
Mercoledì 18 marzo 2015 ore 12,00 Archea Associati, Firenze, “Il progetto architettonico tra identità e innovazione”.
Apertura lavori: Massimo Buccilli Ad Velux Italia e Gilda Bojardi direttore Interni. Interviene Giovanni Polazzi architetto Archea

Giovedì 19 marzo 2015 ore 12,00 P+F Architetti, Padova, “La luce naturale e lo spazio domestico”.
Intervengono Aldo Parisotto e Massimo Formenton P+F Architetti

Venerdì 20 marzo 2015 ore 12,00 Park Associati, Milano “Building Renaissance - La progettazione tra nuovo e preesistenza”.
Intervengono Filippo Pagliani e Michele Rossi architetti Park Associati, Marco Soravia architetto Velux Italia, modera Patrizia Catalano Interni.

Velux con Interni Made Expo 2015 – 18, 19, 20 marzo – Padiglione 4 - Stand A25 C30

 

 


Hiroshi Sugimoto

Dall’8 marzo al 7 giugno Fondazione Fotografia Modena presenta negli spazi espositivi del Foro Boario di Modena una mostra antologica dedicata a Hiroshi Sugimoto, tra i più autorevoli interpreti della fotografia contemporanea internazionale. Il percorso, a cura del direttore di Fondazione Fotografia Modena Filippo Maggia, ripercorre l’intera carriera dell’artista, presentando alcune pietre miliari della sua ricerca.
Attivo dalla metà degli anni 70, Hiroshi Sugimoto (Tokyo, 1948) utilizza il mezzo fotografico per indagare le tracce della storia nel nostro presente. In particolare, nel ritrarre soggetti che ricreano o replicano momenti di un passato distante e luoghi geograficamente lontani, Sugimoto critica la presunta capacità della fotografia di ritrarre la storia con accuratezza.
A quest’impostazione concettuale, l’artista unisce un rigore metodologico tipicamente orientale: la meticolosa perfezione delle sue stampe è il risultato di un lavoro imponente, che include un’ampia ricerca preliminare, l’uso di fotocamere di grande formato e delle tradizionali tecniche del bianco e nero. Ogni progetto ha origine da una riflessione filosofica profonda su un determinato tema e spesso si protrae per molti anni a venire.
La mostra è promossa da Fondazione Fotografia Modena e Fondazione Cassa di Risparmio di Modena con il sostegno di UniCredit, da sempre impegnato in favore dell’arte e delle iniziative culturali dei territori in cui è presente.
La mostra Hiroshi Sugimoto sarà inoltre accompagnata da un catalogo di grande formato edito da Skira, con testi di Filippo Maggia, Luca Molinari, Hiroshi Sugimoto.

www.fondazionefotografia.org


Rossana a San Marino

Inaugurato il nuovo showroom di San Marino, sede storica del Gruppo Colombini di cui è parte. Situato all’interno del centro commerciale Atlante, lo showroom - realizzato dallo Studio Venturi - si sviluppa su 400 metri quadrati di spazio, dove le cucine Rossana si raccontano attraverso l’esposizione degli ultimi modelli della collezione.
Un importante lavoro di progettazione e interior design con cui lo Studio Venturi, composto da un team di professionisti con un’esperienza ultra-decennale, presenterà al pubblico la propria idea di spazio firmato Rossana. Un ambiente raffinato, innovativo, con un look caldo e contemporaneo dove far vivere un “prodotto icona” del lusso e dell’eleganza Made in Italy.

www.rossana.it


Her Little Car

Dalla collaborazione tra il nuovo e-commerce italiano www.just99.com e il designer Matteo Ragni, promotore del progetto-manifesto TobeUs, nasce “Her little car”: non una semplice macchinina in legno ma un concentrato di design made in Italy realizzato per tutte quelle donne che da bambine hanno sempre desiderato possedere un’automobilina dedicata esclusivamente a loro. Un oggetto speciale da collezionare e sfoggiare in casa o in ufficio sulla scrivania, disponibile sul nuovo e-commerce in soli 99 pezzi, come vuole la filosofia volta all’esclusività del progetto.
TobeUs, progetto manifesto nato oltre sei anni fa dal genio creativo di Matteo Ragni con lo scopo di realizzare macchinine in legno che non fossero solo giochi indistruttibili ma anche attivatori di sensi e portatori di valori, incontra oggi Just99.com, innovativo e-commerce italiano dedicato all’interior design per il quale ha sviluppato una speciale edizione della nota automobilina, rinominata “Her little car”.
Speciale non solo perché disegnata appositamente da Matteo Ragni ma anche perché, seguendo la filosofia che contraddistingue lo shop online di Marzena Ciesielka e Carlo Piemonte, sarà disponibile in soli 99 pezzi unici, tutti numerati e certificati.
La realizzazione artigianale dell’automobilina e il suo disegno sempre diverso, in quanto realizzato a mano seguendo le venature del legno, fa sì che non esista una Her little car uguale all’altra. La macchinina, disponibile online a partire dall’8 marzo al costo di 89 euro, verrà spedita entro 2 giorni dall’acquisto con in dotazione un foglio di carta vetrata per poterla modificare e modellare a piacimento.