La doppia anima del progetto di design

Si apre oggi, fino a domenica 9, la Design Week, la settimana che, come ogni anno ad aprile, farà di Milano una città globale: dalla Fiera di Rho dove sono protagonisti iSaloni (2 mila espositori su 200 mila mq) al FuoriSalone (con i suoi 12 distretti diffusi) di cui la mostra-evento di Interni “Material Immaterial” rappresenta la storia.

Una storia, quella della mostra-evento di Interni, iniziata 20 anni fa: gli ultimi 10 trascorsi nei cortili dell’Università degli Studi di Milano e gli ultimi 4 “ampliati” espandendosi in altre location come l’Orto Botanico di Brera e, quest’anno, l’ex Seminario Arcivescovile di Corso Venezia 11 che ospita Audi City Lab). Una mostra-evento globale, diffusa, internazionale come la città che la ospita: Milano.

Milano vuole essere tante cose, ma in particolare vuole essere città di eventi. E non esiste nulla a livello internazionale di paragonabile alla Design Week milanese. Dove si respira un’energia, una forza, una volontà di mettere la cultura del progetto al centro della scena difficilmente riscontrabili altrove.

Milano è una città complessa, contemporanea. Come tutte le città metropolitane moderne destinata a diventare sempre più il contenitore delle vite di chi la abita. E nella vita di ognuno il design è ormai diventato parte integrante: dagli oggetti di uso quotidiano alle automobili.

In questa città, Material Immaterial è il luogo in cui si incontrano la fisicità e le idee, la spiritualità e la corporeità del progetto. Un evento in cui la dimensione eclettica del design internazionale e contemporaneo viene declinata attraverso la concretezza di materiali come legno, ceramica, cotto, metallo e concetti impalpabili come suono, luce, trasparenza, memoria, comunicazione, e-commerce.

Questo è design, questa è Milano, questo è FuoriSalone. Questo è Material Immaterial.

(Testo di Danilo Signorello – Foto di Efrem Raimondi)