Interni. Design meets Food, Milano meets the World. Visionnaire, 18 giugno

Un evento decisamente fuori dall’ordinario, quello svoltosi presso lo showroom Visionnaire di piazza Cavour 3. In primo luogo la location: il grande spazio dell’ex cinema Cavour che il marchio di luxury design ha reinterpretato all’insegna della sensorialità, della preziosità e dell’immaginazione, valori declinati non solo in una collezione di tremila prodotti che copre tutte le aree abitative, ma anche nelle mostre d’arte proposte all’interno dello showroom.

In secondo luogo i protagonisti dell’incontro: il designer Alessandro La Spada, originale interprete dello stile Visionnaire per cui disegna arredi fuori dal comune in cui la materia si trasforma in strumento narrativo; il cuoco-oste Filippo La Mantia, un passato da fotoreporter di cronaca nera e un percorso da autodidatta nel mondo della ristorazione, altrettanto eclettico e aperto agli stimoli della vita in tutte le sue sfumature di colore.

Ad accomunarli, non solo le origini siciliane, ma soprattutto un approccio creativo basato sull’istinto e sulla passione. Entrambi hanno sottolineato l’importanza delle proprie radici in un Sud mai dimenticato, il senso della memoria a cui attingono per reinventarsi quotidianamente. “Rispetto, onore e dignità: sono questi i valori che ho ereditato e che cerco di applicare ogni giorno”, ha dichiarato La Mantia.

“Perché un ristorante non è fatto solo dal cuoco, ma da un lavoro di brigata in cui anche l’ultimo lavapiatti gioca un ruolo fondamentale. Per me la cucina è colore, energia, fantasia, convivialità. Quando cucinavo a Pantelleria, mi piaceva addirittura versare il cibo direttamente sul tavolo, per accentuare il senso della condivisione”.

Un approccio che ha trovato concorde La Spada: “Tutti i miei progetti partono dalle emozioni e si traducono in storie pensate per creare ambientazioni espressive, in grado di coinvolgere coloro che le abitano. È la materia a condurmi in questo percorso onirico: il vetro, il marmo, ma soprattutto il metallo. Attraverso i materiali le mie immagini prendono forma, i miei personaggi diventano reali”.

A suggellare un incontro al di fuori del conformismo e dei canoni ‘di tendenza’, la serata si è conclusa con un concerto reggae&blues in cui Filippo La Mantia, appena terminato di cucinare la pasta per tutti i presenti, ha preso parte suonando l’armonica a bocca.

I vini degustati nel corso della serata sono stati Falò Verdeca Puglia IGP e Collezione Cinquanta, di Cantine San Marzano (www.winelandscape.com)

Foto di Mattia Campo