L’arte di frenare

In tecnologia è prima al mondo. Ma Brembo è riuscita in un ulteriore piccolo miracolo del made in Italy. Sommando colore e design ha trasformato le pinze dei freni in un oggetto di culto tra gli appassionati di automobili sportive. Degne di essere esposte su una scrivania

 

Foto Archivio Brembo – Testo di Lorenzo Rota

 

A un impianto frenante, che sia di una moto o di un’auto da competizione, oppure di un camion, si chiede una cosa sola: che fermi il veicolo nel minor spazio possibile, che mantenga inalterate le prestazioni nel tempo e che non si guasti mai. Presupposti che Brembo soddisfa in pieno, come dimostrano i risultati sulle piste di tutto il mondo nelle competizioni più prestigiose (Formula 1 e MotoGP, per citarne giusto due) e che rappresentano un banco di prova severissimo.

Se tutto ciò però è anche sviluppato dal punto di vista estetico, che male c’è? Perché anche quando si parla di un impianto frenante l’occhio vuole la sua parte. Ricordiamo che Brembo ha vinto pure un Compasso d’oro, nel 2004. Guardate attraverso i cerchioni di una sportiva e capirete perché.

Certo, un po’ di “feticismo” per l’oggetto tecnologico ci vuole, ma una pinza ben fatta e un disco all’avanguardia esprimono un fascino unico, perché condensano tutto l’ingegno dell’uomo teso al conseguimento di un risultato tecnico, che però arriva a sfociare nel “bello”. Non a caso, c’è chi questi componenti se li mette sulla scrivania quasi fossero sculture.

E non è nemmeno frutto del caso il fatto che Brembo abbia iniziato a lavorare su colori e forme delle pinze venticinque anni fa: è del 1992 la sua prima pinza (la pinza è la parte del freno che “contiene” le pastiglie e le spinge contro il disco mediante pistoncini) di un bel rosso, trasformando un prodotto meccanico in oggetto di design.

Da allora, le tonalità disponibili sono aumentate in maniera esponenziale, un centinaio, diventando addirittura distintive della tecnologia: per esempio, spesso, le pinze gialle e oro identificano gli impianti realizzati con materiali carboceramici (fibra di carbonio e silicio), ovvero quelli più prestazionali e resistenti alla fatica.

Solo per citarne alcuni, i marchi che si affidano a Brembo sono Porsche, Ferrari e le hypercar di Pagani. A proposito di quest’ultima, l’ossessione del fondatore Horacio Pagani per il design ha portato alla realizzazione da parte di Brembo di una pinza rivoluzionaria per la Huayra.

Lavorando sulle geometrie, gli ingegneri sono riusciti a ridurre le masse delle zone non sottoposte a stress durante la frenata, grazie anche al contributo di un software capace di simulare la rigidezza di un componente e individuare il materiale in eccesso.

Il risultato è che questa nuova pinza ha rivoluzionato i canoni stilistici delle pinze per auto supersportive grazie ai raggi di curvatura più bassi della categoria.